Quale futuro per il Trianon Viviani? Assemblea dei lavoratori con sindacati e Regione |
 (11 Marzo) - Per affrontare la crisi finanziaria del Trianon Viviani, si è svolto oggi l'annunciato incontro tra i lavoratori del teatro pubblico di Forcella, riuniti in assemblea permanente con le rappresentanze sindacali di categoria Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, la segreteria regionale Uil Campania e quella della Camera del Lavoro Cgil Napoli e il delegato della presidenza della giunta regionale Guglielmo Allodi. I lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno ribadito "la propria preoccupazione per lo stato in cui verte l'ente, sotto pignoramento per debiti pregressi, anche per il silenzio della Regione che ne è il maggiore azionista, rotto solo dalla spinta della pressione mediatica della protesta dei dipendenti".
Allodi, riferisce una nota diffusa dai lavoratori, ha comunicato "la volontà della Regione di rimanere azionista della Trianon Viviani spa e quindi la ricapitalizzazione del patrimonio sociale per risolvere da subito la situazione debitoria, nonché il rilancio del teatro con un nuovo piano industriale". In tal senso, ha annunciato "un immediato confronto con la giunta provinciale, che recentemente ha pubblicato un bando per la vendita delle proprie quote societarie pari al 40%. Ha, quindi, fissato per lunedì 15 marzo prossimo un incontro tecnico con la Provincia in Regione, cui farà seguito, nello stesso giorno, una riunione con una delegazione di lavoratori e le organizzazioni sindacali per informare sull'esito del confronto con l'ente di piazza Matteotti". I lavoratori, dopo aver sottolineato di non aver mai interrotto la normale attività di spettacolo per dare un segnale di continuità alla collettività e al proprio pubblico, anche per non compromettere ulteriormente la situazione critica del teatro, ribadiscono al momento il perdurare dello stato di agitazione e dell'assemblea permanente. Nel sollecitare, dunque, il risanamento finanziario urgente del Trianon Viviani, le organizzazioni sindacali sottolineano la necessità della salvaguardia dell'occupazione e del rilancio del teatro del Popolo di Napoli.
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